博吾乐的博客
 

历史重演

历史重演


Paolo Borzatta 博吾乐

Twitter@BorzattaP


意大利视角看欧洲

意大利是欧洲边缘的一个小国家,但是意大利罗马帝国奠定了欧洲的基础。作为意大利人,我打算从欧洲和意大利的角度传递被盎格鲁撒克逊文化所屏蔽掉的对中国有用的信息。这将是我博客的理念。

 

米兰, 2月24 日  - 近来,Tsipras在希腊大选中的获胜,并出任总理,在欧洲引发了即时的经济和政治效应 ,同时也将对欧盟的未来产生更为深远的影响。全球各大主流媒体已分析过了这些即时效应:就进一步减轻针对希腊的债务,在严谨较真的德国人与较为随和西班牙人、意大利人和法国人之间形成强烈的政治紧张;再一次引发欧洲金融危机的风险,甚至有可能导致希腊退欧。 我并不想再进一步地评论这些方面,而是要思考为何形成了这幅僵局。希腊由于其金融状况的疲软(多年的政府领导不善),当2009年引爆了经济大危机后,迅速丧失了其竞争力,甚至还犯了伪造国家经济数据的错误。当人们开始意识到后,发现漏洞已经很大了。由欧盟委员会、欧洲央行和国际货币基金组织构成的“三驾马车”出面干预:同意出让救援希腊的贷款的条件是,推行苛刻的财政紧缩 。希腊的经济获得了拯救,然而提出的条件却沉重地打击着希腊社会:高失业率、经济倒退、社会关系紧张。 这种局势推动了由新总理Tsipras领导的政党在大选中获胜,根据一项具有抗议意味的颠覆性参选计划:拒绝接受严苛的援助条件和偿还贷款。 德国的银行借贷了许多资金给希腊,从一开始她就坚持提出了严苛的条件,并一直严格地要求执行协议。 虽然他们有着冠冕堂皇的理由,然而向一个债务人勒索他不能给予的,这有意义吗?并且还坚持要求遵守协议,尽管明知他们无法做到?

 

这个问题不仅是理论上的,在历史上也有一回有意思的呼应。第一次世界大战结束后,德国作为战败国,被控诉犯下了反人类的严重罪行(使用了神经错乱性毒气)。当时,投降的条件和战争损失的偿付是十分严苛的。给德国民众造成的效应是悲剧性的,导致了极度的通货膨胀,魏玛共和国倒台,纳粹主义势力上台,给整个世界带来了悲惨的后果。
因此我们该如何籍着这些史实解读希腊危机呢?
      1.     德国拖动着欧洲犯下了90年前在她身上犯下的同样的严重错误。
      2.       欧盟委员会和欧洲议会没有能力意识到他们正在犯的错误。
      3.     欧盟尚未形成一个长远的战略眼光,可以撇开每个单独成员国的眼前利益,而进行自由的决策。

 

我希望希腊的实例对欧盟是一次机会,能够重新思考这一切,并改善自己的战略行动能力。


L’OLIGOPOLIO VINCE SEMPRE

L’OLIGOPOLIO VINCE SEMPRE


 

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Milano, 07 gen. - L’intelligente articolo “China's New International Mindset” di Francesco Sisci del 4 gennaio scorso sul blog di Gatestone Institute cita il cambiamento di approccio della Cina agli Stati Uniti indicato dalla frase pronunciata il 27 dicembre 2014 dal Vice Premier Wang Yang "The United States is the guide of the world; China is willing to join this system." E Wang Yang ha anche aggiunto "China and United States are global economic partners, but America is the guide of the world. America already has the leading system and its rules; China is willing to join the system and respect those rules and hopes to play a constructive role."

 

Giustamente Sisci nota il forte cambiamento di orientamento della Cina verso gli Stati Uniti il cui ruolo egemonico, in passato, era percepito in modo sospetto e mal digerito. Il suo articolo prosegue poi con un’intelligente valutazione storica e geostrategica di questa nuova attitudine cinese.

 

Mi permetto di aggiungere una mia considerazione da osservatore delle logiche “strategiche”.

 

La Cina ha oramai raggiunto gli Stati Uniti ed è sicuramente la seconda potenza mondiale di riferimento, con buona pace dell’Europa che sta dormendo sonni neanche tanto tranquilli.

 

Con questa affermazione la Cina accetta formalmente la leadership statunitense, ma di fatto – dichiarandosi loro partner – si mette allo stesso livello con “diritto” di interazione, influenza e condizionamento (come peraltro non potrebbe non essere visto il suo peso).

 

Lancia però – a mio parere – anche un altro messaggio, tipico di quando due competitori sono più avanti degli altri: “Cara America, mettiamoci d’accordo noi e gli altri dovranno stare (quasi) zitti”.

 

Questo si chiama anche “oligopolio” e, in altri contesti (honi soit qui mal y pense), “comitato d’affari”.



Europa, se ci sei batti un colpo!


7 gennaio 2015

 

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LA CINA IMPARA PIÙ IN FRETTA DEGLI ALTRI

LA CINA IMPARA PIÙ IN FRETTA DEGLI ALTRI


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shenzhe, 13 dic. - Sono appena reduce da una conferenza internazionale sull’innovazione del mondo finanziario tenuto in occasione dell’inaugurazione della nuova Zona Economica Speciale di Qianhai (Shenzhen).

 

C’erano quaranta speaker di alto livello dall’Asia e dall’Europa. I cinesi erano circa il 50% incluso il Vice Sindaco di Shenzhen e un Vice Presidente Esecutivo di ICBC (oggi oramai la più grande banca del mondo). Gli speaker cinesi più anziani erano cinquantenni.

 

Tutti i cinesi (e dico tutti!) sono intervenuti in inglese e hanno sempre utilizzato l’inglese. Questa era una richiesta – non vincolante (la traduzione simultanea era disponibile) – della presidenza della conferenza.

 

Solo cinque anni fa questo – come chi di voi frequenta la Cina – era letteralmente impensabile. Era impensabile per due motivi (in parte collegati): la stragrande maggioranza dei cinesi di mezza età parlava malissimo l'inglese e inoltre era un fatto di “orgoglio” nazionale affermare la propria lingua.

 

Credo sia opportuno però ricordare che da anni il Governo cinese spinge i dirigenti e i quadri dello Stato e della aziende statali (anche quelli di altissimo livello, compresi i ministri) ad imparare l’inglese.

 

Domanda: quante conferenze è possibile organizzare in Italia in cui alti dirigenti e leader politici possono permettersi di parlare solo in inglese? Da quanti anni diciamo che l’inglese deve diventare una nostra seconda lingua?

 

Purtroppo le risposte sono deprimenti. Per consolarci poniamoci però la stessa domanda per Paesi come il Giappone e la Francia.

 

A parte il fatto che, a mio parere, mal comune NON è mezzo gaudio, che cosa vuol dire questo sulla volontà e la capacità della Cina di giocare un ruolo sempre più importante a livello mondiale?

 

La Cina impara. La Cina è flessibile. La Cina vuole giocare sullo stesso terreno degli “avversari”.

 

13 dicembre 2014

 

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