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L'OMICIDIO DI TORPIGNATTARA

INDIVIDUATI I KILLER DI TORPIGNATTARA

INDIVIDUATI I KILLER DI TORPIGNATTARA


Roma, 9 gen.- Volto magro, carnagione olivastra, alto all’incirca 1,75 cm. E’ l’identikit di uno dei due killer di Torpignattara che mercoledì scorso hanno ucciso Zhou Zeng, commerciante cinese, e sua figlia Joy di appena nove mesi in seguito a un tentativo di rapina.  Sulle tracce degli assassini da cinque giorni, le indagini sono arrivate ad una svolta grazie alla telecamera di una banca del Prenestino che ha ripreso i due uomini di nazionalità marocchina mentre abbandonavano lo scooter - un Sh 300 - usato per il reato.

 

L'uomo identificato, che ha già precedenti per rapina, ricettazione e violazione delle leggi sull’immigrazione, fanno sapere gli investigatori, ha un taglio alla mano sinistra, provocato forse dalla colluttazione con la moglie di Zhou, Li Yanzheng mentre cercava di impedire ai rapinatori di strapparle via la borsa. O forse proprio nello scontro con Zhou Zeng cui i killer, prima di sparargli, hanno strappato via un borsello contenete oltre 16mila euro, ritrovato poi in una baraccopoli di Casal Bertone poco lontana dal luogo del delitto dove abitano numerosi extracomunitari e in cui sembra vivessero anche i due.

 

E proprio li, davanti alla baraccopoli, i due hanno abbandonato anche scooter e caschi, che al contrario degli altri referti, contengono impronte digitali. Prova sufficiente ai Ris per scoprire l’identità dell'assassino: le impronte già contenute in archivio erano correlate di foto, la quale combacia alla perfezione con il volto dell’uomo ripreso dalla telecamera. L'altro di cui non si conosce ancora  l''identità, è più giovane e riferiscono alcuni residenti della zona, si accompagna spesso al primo.

 

Mentre prosegue  la caccia ai killer, si teme che i due abbiano già lasciato l’Italia. Resta, inoltre, il giallo sul motivo che ha portato alla rapina e duplice omicidio e che, secondo alcuni, celerebbe una sorta di recupero crediti.
  Non hanno dubbi invece gli investigatori dei carabinieri, i quali sono convinti, pur non tralasciando alcuna pista, che a sparare siano stati due 'balordi'. Dietro il delitto non ci sarebbe quindi la mafia cinese o un regolamento di conti tra bande criminali, né, tantomeno la criminalità organizzata.

 

Intanto Roma si stringe intorno alla famiglia con una fiaccolata e una manifestazione previste per domani pomeriggio all’Esquilino, la prima, e a Torpignattara, la seconda. Secondo le previsioni, circa 6mila persone prenderanno parte al corteo per esprimere la propria solidarietà alla famiglia delle vittime.
  Non sarà presente tuttavia la mamma di Joy,ancora ricoverata in ospedale di San Giovanni ancora sotto shock, cui ha fatto visita l’ambasciatore cinese in Italia Ding Wei.

 

Il duplice omicidio ha scosso anche la madrepatria, tanto che secondo il quotidiano si stato China Daily dopo il delitto di Torpignattara molti cinesi avrebbero chiesto ai tour operator di spostare il loro soggiorno in Italia  perché considerata poco sicura.



di Sonia Montrella

 

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AMBASCIATA CINESE: PRENDETE GLI ASSASSINI DI TORPIGNATTARA

 

Roma, 6 gen.- Catturate gli assassini. Questo l’appello alle autorità italiane dell’Ambasciata cinese in Italia che si è detta “scioccata e sgomenta” per l'omicidio di Torpignattara, seguito a un tentativo di rapina, che è costato la vita a un commerciante cinese di 31 anni e alla figlioletta di appena 6 mesi.
Mercoledì sera, Zhou Zheng, gestore di un bar nel quartiere multietnico della capitale, era con la moglie ventisettenne e aveva in braccio la bimba quando è stato avvicinato in via Giovannoli da due giovani a bordo di uno scooter. Alla reazione della donna i due hanno sparato e colpito prima la piccola, poi l’uomo. La bambina è morta sul colpo, raggiunta alla testa da un proiettile; il padre poco dopo. La donna, cui i rapinatori hanno strappato via la borsa, è ferita in modo lieve.

E ora l’Ambasciata cinese “chiede alle autorità competenti italiane di applicare tutte le misure necessarie alla cura e all'assistenza della donna ferita, di individuare tempestivamente gli assassini garantendoli quanto prima alla giustizia”. E’ quanto si legge in un comunicato della rappresentanza di Pechino in via Bruxelles a Roma .
  “L’Ambasciata - prosegue il testo - sollecita altresì la parte italiana perché prenda tutte le misure idonee a tutelare la sicurezza personale e patrimoniale dei cittadini cinesi in Italia. Invitiamo inoltre i cittadini cinesi in Italia a rafforzare la propria consapevolezza a garanzia della sicurezza personale”.

Intanto si fa luce sulla dinamica dell’incidente: nella serata di ieri, dall’autopsia eseguita presso l’istituto di medicina legale dell'Università La Sapienza, è emerso che a uccidere la bimba e il suo papà è stato un solo colpo di pistola, di grosso calibro, che ha raggiunto sulla fronte la piccola per poi finire nel cuore dell’uomo. Sul fronte investigativo, invece,  dalle prime ricostruzioni degli inquirenti a margine del vertice convocato d’urgenza in Prefettura giovedì mattina è emerso che nel giubbotto dell’uomo sono stati ritrovati circa 3mila euro, l’intero incasso della giornata. La borsa della donna, scippata dai rapinatori, conteneva solo oggetti personali.

La procura di Roma ha aperto un fascicolo: i reati ipotizzati sono quelli di rapina, duplice omicidio e lesioni gravi per il ferimento della moglie della vittima.
La giovane, tuttora ricoverata in ospedale, continua a domandare della figlia chiedendo “perché non me la fanno vedere? Dov’è?”.

Nel frattempo la caccia ai killer prosegue a ritmi serrati: dopo i controlli straordinari della notte, che hanno visto impegnate centinaia di pattuglie, il summit al Viminale con il prefetto, il questore e i vertici di polizia, carabinieri e guardia di finanza ha confermato l’immediato incremento delle unità delle forze dell'ordine nel quadro degli impegni assunti con il recente “Patto per la sicurezza”.

“Lo Stato è presente e lo dimostrerà” ha garantito il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri. “L’ultimo tragico episodio di violenza che ha portato alla morte di una bambina di pochi mesi e di suo padre è veramente troppo”, ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno: “la pazienza di Roma e dei romani è finita. Ci sono belve criminali che agiscono nella nostra città che devono essere fermate a tutti i costi”.
 

Ma la capitale è sotto shock. E hanno paura sopratutto i cinesi di Tor Pignattara, una trentina dei quali veglia sul luogo del delitto.
  Davanti al portone della casa delle vittime ci sono fiori e qualche lumino. “Abbiamo paura, ci aggrediscono per rubare, pochi giorni fa una vedova è stata rapinata nel negozio - racconta una signora - e in Cina queste cose non succedono: non ci sono pistole, ci sono vigili e polizia, i colpevoli vengono subito arrestati e in un mese vengono giustiziati”.
Alcuni spiegano che il timore deriva soprattutto dal fatto che il numero di rapine commesse ai loro danni è molto elevato.
  Così alto che i commercianti dell’Esquilino, Chinatown della capitale, hanno finanziato un servizio di sorveglianza speciale per proteggere i loro negozi.  A pochi passi dal luogo dell’incidente passano una decina di volanti dei Carabinieri che continuano a pattugliare la zona, davanti al presidio organizzato dall'associazione culturale “Zona Rebelde”: “Fuori la violenza dal quartiere” recita uno striscione dei ragazzi della Figc, mentre una signora parla di “un quartiere abbandonato, in cui alle 8 c’è una specie di coprifuoco perché i negozi chiudono e non si vede più nessuno”.

 

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