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AFFONDA MERCATO IMMOBILIARE

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Il fenomeno è sotto gli occhi di chiunque si aggiri per una grande città cinese: palazzi, grattacieli, sterminati complessi abitativi creati dal nulla che spesso rimangono semivuoti. Il settore immobiliare - in pieno surriscaldamento fino a qualche anno fa-  è entrato in una fase di recessione a causa di diversi fattori, tra cui  le limitazioni imposte dal governo ai prestiti per i costruttori nel tentativo di  allentare la corsa dei prezzi. Ma secondo dati ufficiali risalenti al settembre scorso i prezzi delle proprietà sono aumentati del 3.5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il tasso di crescita più lento degli ultimi tre anni e, soprattutto, l’acquisto di case da parte delle famiglie è sceso al livello più basso dell’ultimo decennio. “La situazione dei prezzi, tra l’altro, non ha frenato l’attività di speculazione immobiliare – dice un importante operatore del real estate di Pechino che preferisce rimanere anonimo- ha semplicemente dissuaso i consumatori dal comprare”. Ma la stabilità del settore è vitale per tutta l’economia cinese, visto che costituisce da solo un quarto del totale degli investimenti in immobilizzazioni. Per facilitare l’acquisto di un’abitazione alle famiglie con redditi medio-bassi il governo cinese sta lanciando un’azione congiunta tramite il ministero delle Finanze e la Banca Centrale. Il ministero ha annunciato che dal primo novembre prossimo verrà abolita l’imposta di bollo sull’acquisto di proprietà e l’imposta sul valore aggiunto del terreno; la tassa sul contratto per l’acquisto delle prime case con una superficie superiore ai 90 metri quadri, inoltre, verrà ridotta all’1%. La Banca Centrale, da parte sua, ha diffuso agli inizi di giugno una circolare con la quale stabilisce che dal 27 ottobre prossimo il tasso d’interesse sui mutui per l’acquisto di una prima casa sarà tagliato di 0.27 punti percentuali, e  l’anticipo dovuto per l’acquisto di una prima casa con una superficie superiore a 90 metri quadrati non potrà essere inferiore al 20% , contro il 30% minimo attualmente in vigore. “Queste nuove misure non servono solo a stimolare il settore immobiliare- dice Bai Jingming, direttore dell’Istituto di Ricerca di Scienze Fiscali del ministero delle Finanze- ma fanno parte di un disegno macroeconomico più vasto. In combinazione con una politica monetaria espansiva, che il governo sta già attuando, possono aiutare a stabilizzare il settore e tutta l’economia nazionale”. Ma il real estate in Cina, si sa, presenta spesso notevoli barriere all’ingresso di operatori stranieri: negli ultimi decenni sono numerosi gl’investitori europei o statunitensi che hanno tentato di entrare nel mercato cinese, ma pochi hanno mantenuto una presenza stabile. Secondo Steve Dickinson, avvocato della Harris & Moure di Seattle, una soluzione può essere la stipulazione di un contratto di locazione a lungo termine: “È una strategia che permette di risolvere due problemi notevoli”, scrive Dickinson. “Il primo è che, non trattandosi di un trasferimento di proprietà, l’approvazione deve essere concessa dai governi locali, che in queste occasioni sono molto più veloci di quelli di livello provinciale o addirittura nazionale. In secondo luogo, un contratto di locazione a lungo termine fornisce l’accesso a proprietà che sarebbero semplicemente impossibili da raggiungere in caso di compravendita. Numerosissime proprietà interessanti per lo sviluppo, infatti, in Cina non possono essere cedute ad operatori privati, che siano cinesi o stranieri”. La locazione a lungo termine presenta anche diverse incognite, dalla difficoltà  nello stabilire quale sia l’ente preposto a negoziare l’affitto (spesso determinati diritti sulle proprietà dello stato cinese sono affidati ad enti parastatali di livello inferiore) al fatto che, trattandosi di un negozio giuridico relativamente nuovo in Cina, alcuni tribunali di città di seconda e terza fascia potrebbero applicare la legge con lentezza o in  maniera inappropriata. “Si tratta di uno strumento che risolve diversi problemi - conclude Dickinson-, ma di sicuro gli investitori stranieri devono adottare questo approccio alternativo con tutte le cautele della due diligence”. In attesa che il real estate in Cina torni a ruggire già dal prossimo inverno, come sperano molti analisti.

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