
a cura di Alessandra Spalletta
SORRISE DOPO STRAGE, LICENZIATO BUROCRATE INVISO AL WEB
Roma, 21 set. - Un sorriso inopportuno e' costato il posto a un funzionario della sicurezza cinese, licenziato dopo essere stato immortalato tutt'altro che triste davanti al luogo di un incidente stradale con 36 morti. La commissione disciplinare del Partito comunista ha sollevato Yang Dacai dalla guida dell'Ufficio per la sicurezza del lavoro dello Shaanxi, nella Cina nord-occidentale, ha reso noto un comunicato.
Yang era apparso sorridente mentre visitava i relitti di uno scontro mortale tra un pullman e un'autocisterna che trasportava metanolo, il 26 agosto scorso. Il funzionario potrebbe essere chiamato a rispondere ad altre accuse per violazione disciplinare. Fotografato dai reporter accorsi sulla scena, le immagini di Yang avevano fatto il giro del web, destando un'ondata di indignazione.
A renderlo ancora piu' impopolare era stata la sua passione per gli orologi di lusso che esibiva continuamente e che e' stata anche citata nel comunicato. Uno sfoggio di ricchezza che la sempre piu' agguerrita opinione pubblica cinese non ha perdonato. Sul web erano gia' circolate molte foto che ritraevano Yang con costosi orologi al polso. Il China Daily ne ha contati ben undici, cinque dei quali stimati per un valore totale di 300mila yuan (48mila dollari).
Quando sui microblog sono state diffuse le foto che ritraevano Yang colto "in flagranza di sorriso", il popolo del web ha gridato all'ennesimo scandalo. Yang e' infatti solo l'ultimo di una lunga serie di funzionari che hanno visto la loro carriera spezzata dalle proteste sul web per episodi di corruzione pubblica. Il governo cinese, alle prese con una delicata transizione politica che in autunno sancirà la prossima leadership al potere, sta attenta ad assecondare l'opinione pubblica sui casi di malcostume che affettano la dirigenza politica.
A nulla sono valsi i tentativi di giustificarsi davanti al virtuale plotone d'esecuzione del web cinese; in un commento pubblicato sul suo blog, Yang ha tentato di spiegare il suo comportamento in una maniera che e' apparsa fin da subito impacciata: "stavo cercando di sollevare il morale del mio staff, forse in un momento di distrazione mi sono rilassato un po' troppo". E gli e' scappato quel sorriso.
FOXCONN APRE FABBRICA DA 500 MLN DOLLARI IN BRASILE
Roma, 21 set. - Foxconn, la società taiwanese che gestisce gli impianti in Cina che producono i dispositivi di Apple, Nokia e Sony, aprirà una nuova fabbrica in Brasile con un investimento di 492 milioni di dollari. Lo ha annunciato la stessa società, finita più volte nel mirino degli attivisti per le condizioni di lavoro degli operai.
La nuova fabbrica, la quinta in territorio brasiliano, dovrebbe iniziare ad attivarsi nel 2014, e raggiungere la piena operatività con una forza lavoro di 10mila persone entro due anni: "A convincerci - spiega il comunicato aziendale - sono stati gli sconti fiscali offerti dal governo brasiliano, e la vicinanza con uno dei mercati locali più in espansione". Foxconn, che è il più grande produttore di materiale elettronico al mondo, ha già un milione di dipendenti in Cina, circa metà dei quali in un enorme complesso a Shenzhen, vicino al confine con Hong Kong.
ARTICOLO CORRELATO: FOXCONN ASSUME 1 MLN DI ROBOT: LE REAZIONI - di Ivan Franceschini
SUCCEDE IN CINA IL 20 SETTEMBRE
di Sonia Montrella e Alessandra Spalletta
collaborano Michela Paolini, Giovanna Tescione, Mirko Iannascoli
PRODUZIONE MANIFATTURIERA,
CONTRAZIONE A SETTEMBRE
Pechino, 20 set. - La produzione manifatturiera in Cina resta in contrazione per l'11esimo mese consecutivo a settembre. L'indice PMI "flash" di HSBC passa a 47,8 dal minimo da 9 mesi di agosto di 47,6: un lieve rialzo, quindi, ma comunque sotto quota 50 punti, soglia che separa una fase espansiva da una contrazione economica. CONTINUA
CIC INVESTE 2MLD DI DOLLARI SU ALIBABA
ALIBABA RIACQUISTA META' DELLE PROPRIE AZIONI DETENUTE DA YAHOO
Pechino, 20 set. - Il fondo sovrano cinese China Investment Corporation (CIC) investirà 2 miliardi di dollari su Alibaba. Lo riferisce il Wall Street Journal. La notizia giunge il giorno dopo l'annuncio del gruppo cinese Alibaba di aver riacquistato metà delle proprie azioni detenute da Yahoo, per il valore di circa 7,6 miliardi di dollari.
Alibaba è una delle più importanti aziende cinesi attive nel settore dell'e-commerce. Il riacquisto delle azioni si compone di un'offerta cash di 6,3 miliardi di dollari più altri 800 milioni di dollari in azioni di risparmio del gruppo Alibaba. Il gruppo cinese ha poi effettuato un pagamento di 550 milioni di dollari correlato a una rettifica all'accordo di licenza delle proprietà intellettuali tra le due aziende.
Separatamente, Yahoo ha poi dichiarato di ridare agli azionisti tre dei 4,3 miliardi dei ricavi ottenuti dalla vendita, oltre ai 646 milioni di anticipo che ha già restituito agli azionisti attraverso il riacquisto. Secondo quanto dichiarato dal gruppo statunitense, Yahoo continua a detenere il 23% delle azioni di Alibaba, equivalenti a 8,1 miliardi di dollari, che assieme al valore delle azioni di risparmio portano a 8,9 miliardi di dollari il valore delle azioni del gruppo cinese detenute dalla compagnia statunitense attiva nel mercato di internet.
Il gigante cinese dell'e-commerce ha dichiarato di avere il diritto di potere riacquistare l'altra metà delle azioni di Yahoo al momento della pianificazione dell'offerta pubblica iniziale del gruppo. "Il completamento di questa transizione -ha dichiarato il CEO di Alibaba Jack Ma- dà il via a un nuovo capitolo nella nostra relazione con Yahoo".
CINA: RICORSO AL WTO, UNA MOSSA POLITICA
Pechino, 19 sett.- La vertenza commerciale di Barack Obama contro il settore automobilistico cinese è una mossa politica. A poche ore dall'annuncio del presidente Usa, durante una tappa del tour elettorale in Ohio, del reclamo al WTO contro i presunti sussidi illegali del governo cinese al settore automobilistico e dei ricambi auto, Pechino rimanda le accuse al mittente. Il primo commento ufficiale del ministero del Commercio cinese è stato insolitamente esplicito nell'imputare la questione alla corsa alla Casa Bianca: "Nel mezzo della campagna elettorale gli Stati Uniti scelgono di fare questo annuncio in Ohio, un'area di produzione automobilistica, dimostrando di fare questo passo contro la Cina per motivi elettorali" ha scritto un funzionario sul sito del ministero martedì sera "Esprimiamo la nostra opposizione […] La Cina affronterà la richiesta statunitense di consultazioni secondo i regolamenti del WTO". USA E CINA, LAMENTELE INCROCIATE AL WTO
WANG LIJUN SCAMPERA'
ALLA PENA DI MORTE (FORSE)
di Eugenio Buzzetti
twitter@eastofnowest
Pechino, 18 set. - Mentre a Pechino vanno in scena le contestazioni anti-giapponesi più dure degli ultimi anni, a Chengdu, nella provincia sud-occidentale del Sichuan, si decide il futuro dell'uomo che sette mesi fa ha dato il via al più grande scandalo politico cinese degli ultimi venti anni. CONTINUA A LEGGERE
IL PATRIOTTISMO SECONDO HAN HAN
traduzione a cura di Wang Jing e Michela Paolini
Roma, 18 set. - Pubblichiamo la traduzione dal cinese di un estratto dell'articolo del famoso blogger cinese Han Han sulle tensioni tra Cina e Giappone. Una critica alle manifestazioni anti-giapponesi esplose in tutta la Cina per la sovranità delle isole Diaoyu - da Han definite "azioni fuori controllo" in nome del patriottismo. Il tam tam che corre sul web cinese. Il titolo originale è "Tiaochu qipan de qizi", "la pedina che salta dalla scacchiera". Han Han, nato nel 1982, è tra i blogger più amati – e non censurati – della Cina. Nel 2010 i lettori di Time lo inserirono nella lista delle persone più influenti. E' diventato famoso a 17 anni con il romanzo "Le Tre Porte", pubblicato in Italia da Metropoli d'Asia. E' campione di rally. CONTINUA A LEGGERE.
BANCA CENTRALE: YUAN PIU' FLESSIBILE.
VIA LIBERA EMISSIONE FUTURES IN RMB A HK.
LE MOSSE CHE PIACCIONO AL PARTITO
di Giuliano Noci* twitter@giuliano_noci
Torino, 17 set. - L'annuncio della Banca centrale cinese di aumentare la banda di oscillazione del Renminbi e il via libero concesso a Hong Kong all'emissione di futures sulla divisa cinese vanno nella direzione auspicata dalla comunità internazionale ma convengono soprattutto al Politburo. CONTINUA A LEGGERE
*Prorettore del Polo Territoriale cinese Politecnico di Milano.
MEDIA CONDANNANO VIOLENZE, "VOCE DEL PARTITO": "PRONTI A QUALSIASI GUERRA"
di Sonia Montrella
Roma, 17 sett.- La violenza non è mai la soluzione più appropriata. Nemmeno contro i giapponesi. Il Global Times commenta così, in un editoriale pubblicato lunedì, le violente proteste anti-giapponesi scoppiate nel fine settimana in diverse città cinesi dopo che la scorsa settimana Tokyo ha annunciato la nazionalizzazione delle isole Diaoyu/Sennkaku contese da Cina e Giappone. La posizione del quotidiano in lingua inglese, costola del megafono del PCC People's Daily, è condivisa dalla maggior parte degli organi di stampa che, pur soffermandosi sull'importanza di rivendicare la sovranità cinese sull'arcipelago, puntano il dito contro atti violenti vandalici e aggressioni. CONTINUA A LEGGERE.
MICROSOFT CONTRO SITO CINESE:
VIRUS CREA ARMATA DI PC ZOMBIE
di Antonio Talia
Pechino, 14 set.- Ancora una vicenda che getta ombre cupe sulla produzione di prodotti tecnologici in Cina, o forse, chissà, sulle reali intenzioni di chi teme la concorrenza del gigante asiatico: un'indagine condotta da Microsoft e pubblicata giovedì svela che un elevato numero di versioni piratate del software Windows OS installate nei PC in vendita nell'Impero di Mezzo contengono un sofisticato virus chiamato "Nitol.A". CONTINUA A LEGGERE
THE VOICE OF CHINA, IL TALENT SHOW CHE FA IMPAZZIRE LA CINA
di Wang Jing
Roma, 14 set. - Tutti pazzi per X Factor in salsa cinese. "The Voice of China" ha fatto ingresso quest'estate nella miriade di talent show per cantanti che popolano la tv cinese. Lo spettacolo, trasmesso dalla ZJTV (canale satellitare del Zhejiang), ha inaspettatamente appassionato il pubblico cinese che fino ad oggi aveva dimostrato una sorta di avversione mista a disinteresse di fronte a questo genere di show. CONTINUA A LEGGERE
MEMBRI PCC TRA CARCERI DI LUSSO
E INTERROGATORI-TORTURA
di Sonia Montrella
Roma, 14 sett.- E' la prigione
privilegiata per i privilegiati della Cina e sorge, nascosta dagli
alberi, sulle colline a nord di Pechino, a circa un'ora di macchina
dalla capitale. Ex carcere di massima sicurezza, Qincheng (conosciuta
anche come Progetto No. 157) ha ospitato per mezzo secolo i criminali
appartenenti alle file dell'elite politica: oppositori del Partito
Comunista Cinese purgati, politici corrotti, direttori di giornali
dalla penna ribelle, leader del Movimento democratico di Piazza
Tian'anmen fino alla vedova di Mao Zedong. Negli due ultimi decenni
Qincheng è diventata soprattutto la prigione 'd'oro' in cui tutto è
studiato per addolcire il carcere. A seconda del reato, certo. E lì -
nella prigione che durante la Rivoluzione Culturale aveva ospitato il
suocero Bo Yibo - è finita, secondo molti, anche Gu Kailai, moglie del
meno fortunato ex boss di Chongqing e ora deposto Bo Xilai, condannata
per l'omicidio dell'uomo d'affari inglese e consulente di famiglia Neil
Heywood. CONTINUA A LEGGERE
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