Agi China 24
Chiomenti Studio legale
Eni
Consulenza alle imprese Analisi e ricerche


Le risposte alle vostre domande forniscono delle indicazioni di carattere generale. Per ulteriori approfondimenti potete contattare lo studio ABG.

  • D.: La mia società vuole importare infissi dalla Cina (porte e finestre). Quali certificati devono esibire i prodotti per non essere bloccati in dogana a Genova?
    R.: L'importatore italiano che immette sul mercato comunitario prodotti come porte e finestre provenienti dalla Cina ha una responsabilità ben definita, anche se limitata, ai sensi delle direttive europee del nuovo approccio. Le direttive europee "Nuovo approccio" stabiliscono che l'importatore (persona responsabile dell'immissione nel mercato) deve poter fornire all'autorità di controllo una copia della dichiarazione CE di conformità e rendere disponibile la documentazione tecnica. L'importatore deve pertanto ricevere dal fabbricante la garanzia scritta che i documenti saranno messi a disposizione su richiesta dell'autorità di controllo.

    Il distributore deve procedere con attenzione e assicurarsi che i prodotti importati abbiano la marcatura CE, verificare le informazioni che devono corredare il prodotto (ad esempio la dichiarazione CE di conformità), rispettare gli obblighi in materia di lingua per le istruzioni per l'uso o gli altri documenti accompagnatori. Il distributore deve inoltre poter individuare il fabbricante, il suo rappresentante autorizzato nella Comunità, l'importatore o la persona che gli ha fornito il prodotto al fine di coadiuvare l'autorità nazionale di controllo nei suoi tentativi di ottenere la dichiarazione CE di conformità e le parti necessarie della documentazione tecnica.
  • D.: A quanto ammontano i dazi doganali per importare da Hong Kong delle scarpe, sia come privato consumatore sia come impresa con sede in Italia? Come si calcolano i dazi doganali? Si paga l'iva? A quanto ammonta? La fattura di vendita chi la emette?
    R.: Il dazio da Hong Kong e’ pari al 3,7% del valore della merce e in Hong Kong non viene applicata l’IVA. Occorre anche considerare il pagamento di Euro 5,50: una tassa da pagare alle poste per lo sdoganamento di buste contenenti oggetti o di pacchi provenienti da tutti i paesi extra UE con valore dichiarato da 0 Euro (gift) a 45 Euro. La fattura di vendita sarà emessa dal venditore.

  • D.: Chiedo cortesemente se in caso di importazioni di beni in cina da parte di una società cinese l'iva pagata in dogana possa essere detratta da quanto dovuto dalla medesima società cinese, ovvero se ci sono delle limitazioni
    R.: L’imposta sul valore aggiunto e’ il tributo più rilevante tra le imposte cinesi sul volume d’affari (Value Added Tax, Business Tax, Consumption Tax). 

    La VAT e’ stata introdotta in Cina dalle Provisional Regulations of the PRC on Value-added Tax e dai relativi regolamenti attuativi nel 1993. Tali norme sono state più volte emendate fino alla recente riforma, in vigore dal 1 gennaio 2009. Con riguardo all’ambito di applicazione, la VAT colpisce le cessioni di beni effettuate nel territorio della Repubblica popolare cinese (RPC), le importazioni di beni e la prestazione di determinate tipologie di servizi. Le attività di processing, riparazione o sostituzione sono soggette a VAT mentre le altre prestazioni di servizi sono generalmente soggette a Business Tax al 5% (art. 1, Interim Regulations of the PRC on Value-added Tax - IRVAT).

    L’aliquota d’imposta generalmente applicata e’ il 17% (art. 2, comma 1, IRVAT), mentre l’aliquota ridotta del 13% (art. 2, comma 2, IRVAT) si applica solo a limitati beni (grano, oli vegetali, acque e acque potabili, prodotti alimentari, varie categorie di gas, quotidiani, periodici e libri, fertilizzanti, macchine agricole, ecc.). Sono inoltre esenti da VAT limitate categorie di merci agricole e prodotti farmaceutici, mentre non sono soggette le esportazioni (tranne per i beni “scoraggiati”).

    Con riferimento ai soggetti passivi d’imposta, questi si differenziano in small-scale taxpayers e general taxpayers, distinti in base al volume d’affari e al sistema di gestione contabile adottato.

    Gli small-scale taxpayers, contribuenti di piccole dimensioni, hanno fatturati annui inferiori a CNY 500.000 (per le società produttive) o a CNY 800.000 (per le società commerciali), emettono fatture di vendita con un’aliquota ridotta (3%), ma non possono detrarre la VAT sugli acquisti.

    I general taxpayers, invece, sono soggetti passivi con fatturati annui eccedenti i limiti sopra menzionati e possono detrarre la VAT a credito sugli acquisti dall’imposta a debito sulle vendite (in sede di liquidazione periodica). Tali soggetti possono detrarre la VAT pagata in dogana per l’importazione di beni.
  • D.: c'è sempre stato detto che i fornitori cinesi non possono esportare da tutti i porti/aeroporti cinesi e che sono vincolati a certe dogane. Chiediamo delucidazioni in merito. E'una legge governativa o una scelta dei fabbricanti?
    R.: Abbiamo verificato che attualmente per le aziende cinesi non ci sono particolari vincoli nella scelta del porto/aeroporto cinese dal quale far partire le proprie merci.
  • D.: Cerco opportunità  di lavoro con aziende cinesi nel settore dell'arredamento. Mi occupo di arredamento da oltre 32 anni,conosco bene la storia del mobile italiano distribuita nei vari secoli.Ho sempre lavorato nel sett
    R.: Le riporto i nomi delle principali societa’ cinesi operanti nel settore dell'arredamento:
     
    ·         Dongguan Lamex Furniture Co. Ltd
    ·         China Resources Logic Office Furniture Co. Ltd
    ·         Aurora Corporation
    ·         Shenzhen Changjiang Furniture Co. Ltd
    ·         UB (China) Co. Ltd
    ·         Shenzhen Baoan Huali Furniture Co. Ltd
    ·         Shenzhen Meihuaya Industrial Co. Ltd
    ·         Hong Kong Shingfeng Furniture
    ·         Xiamen Keyu Furniture Co. Ltd
    ·         Shanghai Ocean Brann Furniture Co. Ltd
    ·         JongTay Furniture Manufactory Co. Ltd
    ·         Landbond Furniture Group Co. Ltd
    ·         Wisdom Furniture (Hong Kong) Co. Ltd
    ·         Dongguan Peng-Sheng Office Furniture Co. Ltd
    ·         Shenzhen Heartily Furniture Co. Ltd
    ·         Foshan Richang Furniture Company
    ·         Lipeng Office Furniture
    ·         Beijing Tiantan Co. Ltd
    ·         Kinwai Furniture Decoration Co. Ltd
    ·         Guangdong Gotop Furniture Group Co. Ltd
  • D.: Vorrei sapere se potete indicarmi un agenzia per ricerca e scelta personale a Shanghai
    R.: Le riporto in basso nomi e relativi siti internet delle principali Agenzie di ricerca e selezione del personale presenti a Shanghai:

    Shanghai Foreign Service (FESCO) www.efesco.com

    CIIC www.ciicsh.com

    Shanghai Human Resources Service Centre www.shrc.com.cn
    www.zhaopin.com

    Manpower Business Consulting www.manpower.com

    Michael Page International http://www.michaelpage.com.hk
  • D.: Vorrei chiedere informazioni per la certificazione Aqsiq(certificato sanitario cinese) per importare in Cina il caffe in cialde. vorrei sapere se e` possibile fare il certificato in Italia. Inoltre vorrei sapere se e` possibile fare i
    R.: l'ente cinese AQSIQ deve approvare le etichette relative alle cialde di caffè almeno 90 giorni prima dell'importazione o della vendita. Se le cialde di caffè importate sono prive di etichetta, possono essere etichettate in Cina.

    Le etichette sulle singole confezioni delle cialde di caffè destinate alla vendita ai consumatori, devono essere in cinese e devono contenere le seguenti informazioni:

    - nome ed indirizzo del produttore e del distributore
    - numero di registrazione del produttore
    - nome del prodotto
    - nome commerciale e marchio
    - elenco degli ingredienti
    - contenuto netto
    - qualità
    - istruzioni per la conservazione
    - istruzioni su come l'alimento deve essere servito
    - data di produzione e di scadenza
    - numero di lotto
    - paese d'origine
  • D.: Siamo una società italiana di import export. Da qualche giorno ci siamo imbattuti nella ricerca di fornitura di birra da parte di una società cinese. Gli accordi presi fin ora per il prezzo sono in FOB. La domanda che le
    R.: La clausola FREE ON BOARD (FOB) dei contratti di trasporto, prevalentemente marittimo, indica che, nella quotazione dei prezzi delle merci, le spese di spedizione ed i rischi sono a carico del venditore fino al caricamento della merce sul mezzo di trasporto. Tale clausola è utilizzata nelle statistiche del commercio estero per indicare il valore delle merci inclusi i costi di trasporto e di assicurazione dal luogo di produzione o di commercializzazione fino alla frontiera nazionale del venditore. Pertanto, i costi sostenuti nel porto di destinazione della merce sono a carico del compratore.

    Per tutti i prodotti alimentari esportati in Cina e’ necessario ottenere l’approvazione e registrazione delle etichette (di obbligo in lingua cinese) presso l’AQSIQ (General Administration of Quality Supervision, Inspection and Quarantine of the People’s Republic of China). Le procedure vengono generalmente avviate dall’importatore cinese. I documenti richiesti sono i seguenti:

    • Certificato di produzione, copia o originale. Necessaria la traduzione in lingua cinese
    • Business Licence del Produttore italiano. Si tratta del documento che attesta l’apertura dell’attivita’. Viene rilasciato dalla Camera di Commercio locale. Necessaria la traduzione in lingua cinese
    • Certificato di Origine. Si tratta di un documento che viene rilasciato dalla Camera di Commercio locale italiana, la quale deve certificare che i prodotti sono Made in Italy. Necessaria la traduzione in lingua cinese.
    • Certificato di Registrazione (i.e. documento provante che il marchio della società italiana e’ stato registrato presso ufficio governativo italiano)
    • Flowchart del processo di lavorazione. Questo documento deve mostrare la procedura di produzione per ogni singolo prodotto
    • Ulteriori certificati sanitari del prodotto, se necessari e richiesti
    • Campionature del prodotto per testing
    • Cromo-fotografia/    scanzione d  elle        etichette (10 copie in formato A4)

    I documenti per l’esportazione sono i seguenti:
    • Certificato di Origine.
    • Certificato di analisi: documento che conferma l’avvenuta effettuazione di tests microbiologici, chimici e fisici da parte di un laboratorio autorizzato nel paese di origine. Deve essere redatto in inglese o cinese. E’ disponibile fac simile.
    • Fattura (3 copie) export non imponibile Art. 8 DPR 633 72 comma a, b o c a seconda del tipo di consegna. La fattura commerciale in inglese deve contenere i seguenti elementi: nome e indirizzo dell’esportatore, nome e indirizzo dell’importatore, nome e indirizzo dello spedizioniere, marchi, numeri quantità e tipo dei colli, peso lordo e netto, descrizione dettagliata dei prodotti, incluso marchio e nome commerciale, e voce doganale (6 cifre), quantità e qualità (n. e contenuto netto bottiglie, gradazione alcolica), condizioni di consegna e pagamento, valore FOB, costi CIF e valore CIF
    • Dichiarazione doganale: DAU EX1 dichiarazione di esportazione definitiva dall’Unione Europea, emesso da dogana dell’Unione Europea. La copia 3 del DAU vistata dalla dogana di uscita dall’UE deve essere restituita all’esportatore per documentare la non imponibilità IVA dell’operazione.
    • Documenti di trasporto: Air Way Bill per via area o Bill Of Lading polizza di carico per trasporto marittimo
    • Packing list
    • Certificato di Origine
    • I marchi di spedizione su imballaggi in inglese e cinese devono indicare il paese di destinazione con la denominazione completa People’s Republic of China. Materiali di imballaggio non legnosi devono essere accompagnati da una dichiarazione emessa dall’esportatore: Declaration of Non Wooden Packaging.

    Oltre all’etichetta originale del paese di esportazione è necessaria un’etichetta aggiuntiva in caratteri cinesi normalmente predisposta dall’importatore o intermediario.

    Dal 1 Aprile 2006, la verifica delle etichette in Cina viene effettuata insieme all’ispezione di tale merce presso gli Entry-Exit Inspection and Quarantine Bureau locali presso le dogane locali.

    Generalmente, questa procedura viene affidata alla controparte cinese cioè ai canali distributivi (importatori, importatori/distributori o distributori ecc.) I materiali da fornire per l’autorità della verifica sono:
    • il modulo per la richiesta di verifica delle etichette (Application form of label audit for imported & exported food, tre copie per ogni articolo di prodotto)
    • licenza dello svolgimento di attività commerciale sia dei produttori che dei distributori (3 fotocopie firmate e timbrate)
    • 7 set dei campioni di etichette. Tutti i campioni devono essere identici con quelli che vengono usati per l’importazione e la vendita
    • Certificato ufficiale del permesso di produzione e vendita emesso dal paese di origine, oppure certificato di origine del prodotto (1 originale, 2 fotocopie, timbrate e firmate)
    • Elenco degli ingredienti fornito dal produttore, certificato di autenticità o processo di produzione approssimativo (1 originale, 2 fotocopie firmate e timbrate).

    Tutte le documentazioni in lingua straniera devono essere tradotte con cura in lingua cinese.

    A partire dal 1 Aprile 2006, le pratiche per l’esportazione dei prodotti del settore Food&Beverage in Cina sono state maggiormente semplificate. In particolare, non e’ piu’ necessaria la verifica preliminare della conformità dell’etichetta e del prodotto. In precedenza, infatti, l’approvazione delle etichette avveniva sulla base di campionature preparate e mandate appositamente. Tale processo aveva una durata di circa 3 mesi. La verifica avviene ora contemporaneamente ai test sulla qualità/ quarantena presso le autorità competenti direttamente alla dogana cinese.

    Per lo sdoganamento della merce, l’importatore dovrà altresì presentare alla dogana i seguenti documenti:
    • Contratto di vendita tra esportatore e importatore
    • Licenze di import & export
    • Documenti di trasporto: Air Way Bill per via area o Bill Of Lading polizza di carico per trasporto marittimo
    • Dichiarazione doganale di importazione: l’importatore deve essere un operatore commerciale registrato presso il Ministero del Commercio o ufficio periferico dello stesso. La registrazione è subordinata a possesso di licenza commerciale, viene concessa di solito in 5 giorni con assegnazione di un numero di identificazione rilasciato dalle autorità doganali (Customs Identification Number).
    • Licenza commerciale: autorizzazione all’esercizio di attività commerciale dell’importatore. Se l’importatore non possiede già la licenza la deve richiedere alla State Administration for Industry and Commerce, Registration Bureau
    • Commodity Inspection Certificate: documento che certifica che le merci sono state ispezionate e che la loro importazione è stata autorizzata. Deve essere richiesto dall’importatore a: AQSIQ General Administration for Quality Supervision Inspection and Quarantine

    • Dettagli relativi a spese trasporto e assicurazione
    • Packing list (3 copie)
    • Certificato di origine rilasciato da Camere di Commercio
    • Certificato di igiene

    Al fine di velocizzare e semplificare le procedure di esportazione e’ possibile per gli esportatori italiani affidare le pratiche di esportazione (registrazione dell’etichetta compresa) al proprio partner/ distributore cinese o ad un’agenzia di servizi che si occuperà di far tradurre i documenti in lingua cinese prima di presentarli agli uffici governativi di competenza (pratiche o documenti in lingua inglese non vengono accettati). Solitamente ci si affida ad un intermediario per questioni di lingua e di presenza in loco.
  • D.: buongiorno, io ho una pasticceria cioccolateria di medie dimensioni ecco vorrei esportare verso la cina,il problema e che il mio prodotto e ottimo se si puo chiamare problema,cioe e caro io vorrei sapere se si puo esportare come conse
    R.: il mercato dei dolci in Cina e' molto interessante ed ha potenzialità di crescita notevoli: in particolare, il mercato cinese del cioccolato è il secondo in termini di volumi al mondo, preceduto solo da quello degli Stati Uniti ed attualmente diversi marchi stranieri detengono una ampia quota dei consumi interni. Nel 2007 il valore totale delle importazioni cinesi di cioccolato e’ stato di 78,4 milioni di USD, in crescita rispetto all’anno precedente del 15,97%. Nella classifica dei paesi fornitori l’Italia e’ saldamente al primo posto con una quota di mercato del 33,2% ed un valore di vendite di 26,04 milioni di USD.

    Accerchiati dai marchi stranieri, i marchi cinesi stanno cercando di migliorare i propri prodotti in termini di qualità e promozione del prodotto. Attualmente, la capacità produttiva annua supera le 100.000 ton. ed il consumo pro-capite è pari solo all’1% della media del consumo pro-capite mondiale. Da parte dei produttori cinesi rimangono ancora numerosi problemi da risolvere: manca infatti una vasta gamma di marchi e di tipi di cioccolato, le imprese impiegano macchinari obsoleti, mancano le infrastrutture ausiliarie ed e’ carente anche la cultura della ricerca e dell’innovazione. Per questo a partire dagli anni ’90 molti produttori esteri di cioccolato hanno fatto il loro ingresso in Cina, conquistando in breve tempo il controllo dell’intero mercato di fascia media e medio-alta.

    In Cina esistono oggi tre tipi di cioccolato per altrettanti gruppi di consumatori:
    1) Cioccolato importato: alta qualità e gusto speciale, fascia alta di consumatori (Ferrero fa parte di questa categoria, ha prezzi piuttosto alti ed è la prima scelta per regali)
    2) Cioccolato prodotto da joint-ventures: prezzi moderati, buon sapore, packaging accattivante, fascia media di consumatori, soprattutto giovani che vengono conquistati dalla promozione commerciale (si tratta essenzialmente di marchi come Dove, Cadbury, Kisses, M&M, Kit-Kat che detengono la maggioranza del mercato)
    3) Cioccolato cinese: fortemente svantaggiato sul mercato per via della forte competizione dei marchi stranieri, tratta un mercato medio-basso, ha qualità medio-bassa e prezzi economici.

    In seguito ad una ricerca effettuata in 20 grandi città tra cui Pechino, Shanghai e Chengdu risulta che il cioccolato viene consumato dal 30%-60% della popolazione. I teenager sono i consumatori più accaniti, seguono gli adulti tra i 15-24 anni; gli adulti oltre i 35 anni comprano il cioccolato per i figli.

    Al fine di esportare cioccolata in Cina, e’ necessario che i prodotti vengano registrati e, generalmente, occorre produrre i seguenti documenti:
    - Business licence del Produttore (italiano) e dell’ Importatore (cinese)
    - Certificato di Origine
    - Flowchart del processo di lavorazione
    - Certificato sanitario del prodotto
    - Campionature del prodotto per testing (almeno 3)
    - Scansione delle etichette (10 copie)

    L’approvazione e la registrazione delle etichette (di obbligo in lingua cinese) viene effettuata presso l’AQSIQ (General Administration of Quality Supervision, Inspection and Quarantine of the People’s Republic of China); generalmente le procedure vengono avviate dall’importatore cinese.

    Le etichette cinesi devono riportare almeno le seguenti voci:
    - marchio
    - denominazione esatta del prodotto
    - peso netto
    - composizione degli ingredienti
    - composizione degli elementi nutritivi
    - data di produzione
    - scadenza
    - paese o regione di provenienza
    - nominativo e indirizzo dell’importatore/distributore

    Le segnalo che, nella nostra esperienza, lo sdoganamento dei prodotti alimentari in Cina può richiedere tempi lunghi: quindi, esportare prodotti facilmente deperibili può essere un rischio in caso di imprevisti nelle procedure di sdoganamento.
  • D.: Desidero cedere attivita'  commerciale in centro storico a Brescia. Due negozi storici. Fatturato 2008 di 1.700.000. A chi mi posso rivolgere per mettermi in contatto con qualche imprenditore cinese che si muove nel campo del
    R.: a partire dal 1999, il Governo cinese ha introdotto diverse misure per assistere le imprese locali nello sviluppo di una strategia di internazionalizzazione ed espansione sui mercati nazionali e internazionali. Gli obiettivi del programma possono così essere riassunti:
    (1) aumentare gli investimenti cinesi diretti all’estero;
    (2) favorire la diversificazione della produzione industriale;
    (3) migliorare il livello e la qualità dei progetti d’investimento;
    (4) sviluppare nuovi canali finanziari;
    (5) creare marchi cinesi che abbiano riconoscibilità anche all’estero.

    Sin dal lancio di questa politica per promuovere gli investimenti all’estero, le aziende cinesi hanno dimostrato un crescente entusiasmo verso questa opportunità: gli investimenti cinesi diretti all’estero sono passati da 3 miliardi di dollari nel 1991 a 35 miliardi di dollari nel 2003, per poi arrivare a 92 miliardi di dollari nel 2007. La crescita relativamente stabile dell’economia cinese, accompagnata dallo sviluppo di una cultura d’impresa sempre più raffinata, fa pensare che, nel medio-lungo termine, gli investimenti cinesi all’estero saranno destinati ad aumentare.

    Il soggetto istituzionale cinese al quale potersi rivolgere per avere maggiori informazioni circa società cinesi interessate a opportunità d’investimento è la CCPIT - China Council for the Promotion of International Trade: sito web http://english.ccpit.org

    La CCPIT ha anche un Ufficio di Rappresentanza in Italia: Largo Ildefonso Schuster, 20122 Milano - sito web: http://overseas.ccpit.org/it - E-mail:ccpitit@ccpit.org;ccpitinitaly@tin.it - Tel0039 02 805 6371 - Fax0039 02 864 50787

     

LE VIE DEL BUSINESS

Le vie del business