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MICROSOFT 'SOTTO INCHIESTA' PER MONOPOLIO

MICROSOFT  SOTTO INCHIESTA  PER MONOPOLIO


di Sonia Montrella
Twitter@SoniaMontrella

 

Roma, 29 lug.- Il colosso dell'informatica americano, Microsoft, è ufficialmente sotto indagine in Cina. Lo hanno confermato le autorità cinesi della SAIC, l'amministrazione statale per l'industria e il commercio, secondo cui il sospetto è di attività monopolistiche. 

 

L'inchiesta punta a indagare sul sistema operativo Windows, usato dalla maggior parte dei computer cinesi e sui programmi Office di Microsoft. Secondo la Saic, l'azienda Usa non avrebbe fornito informazioni sui suoi software intralciando la compatibilità con altri supporti informatici.

La notizia era già stata anticipata, con una soffiata, ieri ai media  da alcune fonti anonime, le quali hanno raccontato che lunedì i funzionari della SAIC hanno ispezionato gli uffici Microsoft di Pechino, Shanghai, Canton e Chengdu. Poche ore dopo è arrivata anche la conferma da parte della compagnia, che tuttavia non ha spiegato le ragioni della 'visita'. "Siamo felici di rispondere alle domande del governo cinese" è la dichiarazione stringata contenuta nel comunicato stampa inviato dal gigante dell'informatica.

Ma una fonte informata dei fatti ha riferito al quotidiano cinese Global Times che le autorità hanno copiato diversi file contenuti nei computer di alcuni manager della sede di Canton.
 
La Microsoft – uno dei maggiori colossi statunitensi a finire sotto l'occhio indagatore del Dragone -  rischia ora una pesante multa, sostengono gli esperti. Nel marzo dello scorso anno l'Unione europea comminò a Microsoft una multa di 561 milioni di euro per non aver dato ai suoi utenti la possibilità di scegliere il browser internet da installare con il sistema operativo Windows. A maggio, invece, proprio il governo centrale cinese ha proibito di installare Windows 8, l'ultimo sistema operativo, sui nuovi computer.

L'ispezione, dunque, non è una sorpresa, spiega al GT Xue Kepeng, professore di economia politica all'Università cinese  di Scienze politiche e Giurisprudenza.

 

29 luglio 2014

 

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