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WO-LAP LAM: IL MIRACOLO CINESE E' FINITO

WO-LAP LAM: IL MIRACOLO CINESE E  FINITO


Di Eugenio Buzzetti

Twitter@Eastofnowest


Pechino, 26 ago. - Il miracolo economico cinese è finito e la Cina è a corto di misure per sostenere i mercati. La crisi dei mercati azionari cinesi, che si è acuita in questi giorni, evidenzia tutti i limiti della crescita cinese, secondo Willy Wo-Lap Lam, uno dei massimi esperti di elites politiche cinesi e dell'attuale classe dirigente, che ha raccontato nel suo ultimo saggio "Chinese Politics in the Era of Xi Jinping", pubblicato per Taylor and Francis. A rischio, spiega l'analista di Hong Kong, non c'è la stabilità della Cina, che verrà preservata dalla classe dirigente, ma la realizzazione di un nuovo modello di sviluppo che stenta a decollare. Lam placa i timori di un possibile hard landing dell'economia cinese, ma il rallentamento della locomotiva cinese è ormai un fatto assodato e il governo dovrà tenerne conto già dai prossimi mesi, con l'importantissima scadenza, a marzo prossimo, della presentazione del nuovo piano quinquennale di sviluppo, il tredicesimo, che coprirà il periodo tra il 2016 e il 2020.


Il non-intervento sui mercati,come sostengono alcuni, fa parte della nuova normalità della Cina?

 

La Cina continuerà a usare la polizia per arrestare i broker e in particolare chi pratica le vendite allo scoperto, ma allo stesso tempo smetterà di usare i fondi governativi per salvare i mercati. Sono a corto di nuove misure. Dopo la crisi finanziaria del 2008, l'allora primo ministro cinese, Wen Jiabao, aveva dato il via a un pacchetto di investimenti statali del valore di quattromila miliardi di yuan per sostenere l'economia. Ora stanno facendo lo stesso gioco per mantenere il 7% di crescita. Il primo ministro Li Keqiang, all'inizio del 2015, aveva approvato investimenti statali per circa 1500 miliardi di yuan. Certo, poi le esportazioni hanno dato pessimi risultati e la Cina ha deciso la svalutazione dello yuan. I calcoli che hanno dato per il secondo trimestre sono fasulli: nessuno crede che la Cina cresca del 7%. Se si guarda a dati come il consumo di energia o le proiezioni del manifatturiero, sono molto negativi, anche rispetto ai dati dei primi mesi dell'anno.

Questa nuova crisi dei mercati potrebbe stabilizzare l'economia in una prospettiva di riforme del sistema, come scrive oggi in un articolo di commento il New York Times, o la crisi è un sintomo che il rallentamento è più ampio del previsto?

Penso che evidenzi che il calo dell'economia stia proseguendo più velocemente del previsto perché le statistiche pubblicate sono chiaramente false. Il governo deve cambiare atteggiamento: il tredicesimo piano quinquennale verrà annunciato nel marzo del prossimo anno e penso che dovrà dare stime attorno al 5-6% di crescita. Naturalmente la Cina continuerà a crescere, ma a ritmo molto più lento di quanto faccia adesso.

Sul piano politico, chi rischierà di più per i crolli dei mercati?

Li Keqiang rimarrà al suo posto fino alla fine del suo mandato di cinque anni, ma dopo il Congresso del 2017 potrebbe essere retrocesso a capo dell'Assemblea Nazionale del Popolo, il parlamento cinese. E' troppo presto per fare speculazioni, ma non credo che verrà costretto a dimettersi nei prossimi due anni, anche se c'è bisogno di un capro espiatorio: potrebbe essere Xiao Gang, il capo della China Regulatory Commission (la Consob cinese) che corre il rischio di essere esautorato assieme ad altri funzionari di livello ministeriale, ma ai pezzi grossi non succederà nulla.

La Cina sta andando verso un hard landing dell'economia?

E' possibile che la Cina vada verso un periodo di bassa crescita. Se si usassero metodi internazionali per calcolare il prodotto interno lordo cinese, si potrebbe pensare che vadano verso una crescita del 2-3%. La Cina non rilascerà mai simili dati, e attesterà la crescita attorno al 6-6,5%, ma i dati internazionali parlerebbero di una crescita molto più bassa, e questo farebbe precipitare il tasso di impiego. Anche in un periodo difficile, ritengo che il governo manterrà comunque la stabilità, ma a meno che la Cina non approvi nuove misure, il miracolo economico è finito.

 

26 AGOSTO 2015

 

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