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Aviaria, calmo allarme
al mercato di Pechino

Aviaria, calmo allarme <br />al mercato di Pechino<br />


di Antonia Cimini

Pechino, 15 apr.- L'epidemia di nuova influenza aviaria sta risvegliando vecchi ricordi nella memoria dei cinesi. Sebbene le cifre dei contagi e dei decessi siano aggiornate giornalmente dalle autorita' cinesi, l'insicurezza su cio' che accade in questi giorni domina il panorama delle emozioni dei cinesi.

Al mercato Xinyuanli di Pechino i venditori di carne fresca assicurano che i prodotti sono sani e i polli macellati provengono da aree nei dintorni facili da monitorare. Non cosi' pero' la pensano i clienti, che in una settimana hanno ridotto notevolmente l'acquisto di volatili macellati, secondo gli operatori del mercato. Secondo la stampa locale, in citta' come Canton il prezzo della carne di pollo e' sceso alla meta' rispetto all'inizio del mese. In mercati come quello di Wangjing a Pechino e' stato imposto il divieto di vendere volatili vivi, gia' effettivo in molti esercizi simili nel centro della citta' da piu' di un mese.

Dell'origine e trasmissione del nuovo ceppo influenzale si  sa ancora poco. La pagina Baidu dell'influenza aviaria H7N9 offre consigli generici su come prevenire i contagi: lavarsi le mani, aerare bene gli ambienti, riposare a sufficienza e aumentare l'esercizio fisico. Leggende metropolitane dettano la consumazione di funghi e una radice 'banlangen' usata nella medicina tradizionale per curare influenza generica.
Dalle autorita' ancora non e' arrivata nessuna indicazione sulle accortezze da prendere e i fattori di rischio, fatta eccezione per uno scarno comunicato emesso ne fine settimana dal ministero della Sanità che raccomanda di cuocere bene polli e uova prima del consumo. Il centro per il controllo delle malattie trasmettibili di Pechino aggiorna costantemente le notizie sul proprio sito e sui microblog su internet, ma non ha ancora indetto alcuna conferenza stampa per delucidare sulla gravita' della situazione.

Gli utenti internet lamentano che la comunicazione non sia abbastanza chiara. Un residente nella citta' meridionale di Canton spiega che i mercati del posto non sono stati ancora avviasati delle precauzioni da prendere per evitare possibili contagi.

Nelle zone urbane i cittadini corrono al riparo indossando maschere sui mezzi pubblici e nelle metropolitane, ma stanno ben attenti a non destare allarmi con messaggi su internet e telefoni. La scorsa settimana le auorita' hanno fermato una dozzina di persone per aver diffuso false notizie sull'epidemia. "Il fatto che non ci sia allarme su internet non vuol dire che non c'e' allarme nella vita quotidiana" spiega un giovane residente a Pechino che pero' apprezza gli sforzi della stampa nel fornire notizie quotidiane sull'evoluzione dei contagi.

14 LE VITTIME, STAMPA: "VENDITE GIU', MANGIATE POLLI"

Con una donna 77enne della provincia del Jiangsu, salgono a 14 le morti per il nuovo ceppo H7N9 dell'influenza aviaria in Cina. Due nuovi casi di decesso sono stati individuati nell'Henan, ovvero piu' a ovest dell'area finora interessata dal contagio, e altri quattro casi di contagio sono stati riscontrati a Zhejiang, tre nella provincia di Jiangsu e 3 a Shanghai, portando i casi di contagio a 61.

Ieri il virus era arrivato a Pechino dove era stata ricoverata una bimba di 7 anni. Due persone che sono state a stretto contatto con la bambina si sono sottoposte a controlli ma non risultano infettate. Giovedi' scorso la bambina, i cui genitori della bambina lavorano nel campo del commercio di pollame vivo, aveva accusato febbre e tosse ed era stata portata in ospedale dove le e' stato somministrato il Tamiflu. Le sue condizioni si sono poi aggravate ed e' stata portata in terapia intensiva.

La fonte di questa nuova infezione non e' conosciuta, ma l'Organizzazione mondiale della Sanita' sta concentrando le sue ricerche nei mercati di pollame. Finora solo un bimbo di 4 anni, colpito peraltro in forma lieve, e' riuscito a recuperare, ma non c'e' mai stato un caso di contagio da uomo-a-uomo.

Intanto tra la popolazione l'allarme cresce e con esso aumentano le perdite economiche dell'industria avicola cinese che nelle ultime settimane ha perso 10 miliardi di yuan ( circa 1,2 miliardi di euro). E dalla stampa arriva l'esortazione a consumare carne di pollo nonostante il virus. In particolare il Global Times ha affermato in un editoriale che " il popolo dovrebbe in qualche modo frenare la propria ansia per evitare che questa situazione divenga disastrosa per l'intera industria avicola", aggiungendo che non mangiare carne di pollo è " ingiusto nei confronti degli allevatori". Il quotidiano in lingua inglese costola del People's Daily ha bollato la precauzione come segno di "un eccesso d'ansia" incoraggiando le persone a " dimostrare uno spirito collettivo che vada oltre l'individualismo".


Tuttavia gli esperti temono la prospettiva che il virus si modifichi acquisendo una forma facilmente trasmissibile tra esseri umani che avrebbe la potenzialità di scatenare una pandemia.



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