
Quando e come nasce l’idea del progetto del padiglione italiano all’Expo di Shanghai 2010? Lei è stato scelto tra 65 partecipanti; cosa ha reso il suo progetto più adatto degli altri? Può descrivercelo?
L’idea nasce a seguito del Concorso bandito dal Commissariato Generale del Governo Italiano per la prossima Esposizione Universale.
Per descriverlo, molto sinteticamente, direi che il Padiglione ha una forma pressocchè quadrata dalle dimensioni di circa 60 x
Cosa abbia convinto
Abbiamo voluto evitare nel Padiglione i facili sensazionalismi: esso si costituisce come elemento, non soltanto simbolico, ma capace di rappresentare in maniera rilevante anche l'avanzamento tecnologico nello studio e nella produzione dei materiali innovativi, delle tecnologie bioclimatiche ed informatiche e di quanto altro l'industria italiana oggi propone nel mondo con grande originalità.
In altre parole e per rispondere sinteticamente alla Sua domanda direi che le caratteristiche essenziali del Padiglione sono sia di immagine, dovendosi porre come una vetrina delle eccellenze italiane nel campo della qualità della vita nelle aree urbane, sia funzionali, per accogliere nei sei mesi dell’expo un enorme numero di visitatori, ma anche per attrarli e sorprenderli. Infine abbiamo dato molta importanza alla ricerca della qualità architettonica complessiva, cioè quella che si ottiene ricorrendo contemporaneamente alla tradizione e all’innovazione dei materiali ed al funzionamento bioclimatico ed ecosostenibile del complesso.
Come si sta preparando al suo debutto in Cina?
Nello stesso modo in cui mi preparai, a suo tempo, per i lunghi periodi trascorsi in Russia per la progettazione e costruzione della stazione Roma della Metropolitana di Mosca o in tutte le situazioni in cui ho lavorato all’estero…. Le previsioni sono che ai primi del 2009 il cantiere sarà operante. Il Commissariato Generale sta svolgendo un lavoro febbrile rivolto in tutte le direzioni organizzative, normative, operative... Basti pensare che programmare e realizzare un’opera pubblica così rappresentativa a tanta distanza, e non solo geografica, è veramente impresa complessa. Peraltro ho saputo che il Commissariato offrirà la possibilità a operatori del settore delle costruzioni ma anche a semplici cittadini di ottenere informazioni in tempo reale precise e dettagliate sullo stato di avanzamento dei lavori.
Il padiglione avrà come tema “La città dell’uomo” ed utilizzerà materiali innovativi, tecnologie bioclimatiche d’avanguardia ed elementi fotovoltaici. Ritiene che il successo del suo progetto potrà, in qualche modo, contribuire praticamente al progresso della bioarchitettura italiana?
Le scelte bioclimatiche proposte sono date da un insieme di strategie complesse tramite un’accurata progettazione di sistemi di ventilazione incrociata in funzione della direzione dei venti prevalenti, della posizione delle aperture e del tipo di geometria degli spazi. Sono concetti già in uso in Italia, ma che un occasione come il Padiglione di Shanghai certamente promuoveranno ed esalteranno ancora di più…
Nella domanda Lei parlava di materiali innovativi… Effettivamente abbiamo proposto di utilizzare, grazie anche ad una struttura di particolare concezione, un materiale di grande rilievo innovativo e dalle multiformi caratteristiche, la cui ricerca si sta consolidando solo nei tempi più recenti, denominato “cemento trasparente”.
In particolare, per quanto riguarda i conglomerati cementizi, dei quali la ricerca e l’industria italiane sono ai primi posti nel mondo, abbiamo ritenuto che questa fosse l’occasione migliore per approfondire alcune esperienze che si stanno recentemente affacciando nel panorama mondiale e che si dovesse quindi lanciare la sfida per poter realizzare un prodotto che, con un inserimento di particolari componenti vetrose nella formazione della miscela di calcestruzzo, consentisse una capacità di trasparenza dell’involucro stesso.
Certamente l’architettura sostenibile risponde positivamente ad una serie di problemi che sono presenti in Cina come un po’ in tutto il mondo… Direi poi, più in generale, che il tema dato, Better City e Better Life, è stato interpretato come messaggio ed auspicio anche nella progettazione di nuovi spazi a misura d’uomo, in simbiosi con modelli di vita sociale che pongano sempre l’uomo al centro dell’attenzione.
L’esigenza di operare nella direzione di una progettazione sostenibile ed energeticamente efficiente ci ha imposto di perseguire una forte integrazione nel progetto tra gli aspetti architettonici, energetico-ambientali, impiantistici e tecnico-costruttivi, e anche in termini di riciclabilità dei materiali.
Sicuramente l’Expo di Shanghai è un bel traguardo oltre che un’enorme soddisfazione. Pensa che sia un punto di arrivo o piuttosto un trampolino di lancio per una maggiore presenza italiana a livello mondiale?
E’ nello stesso tempo punto di arrivo e trampolino di lancio. E mi spiego: una esposizione Universale rappresenta comunque un punto di arrivo in quanto in essa si presentano tutte le conquiste raggiunte dai diversi Paesi con anni di studio, ricerca ed impiego di risorse; una occasione dunque per trarre importanti bilanci e conclusioni. Ma nello stesso tempo permette di vedere al futuro proprio grazie a quanto si è fatto sino ad oggi. Peraltro Shanghai e
Al termine dell’Expo di Shanghai, il 31 Ottobre 2010, molti edifici che ospiteranno i padiglioni saranno smantellati e, quindi, sostituiti da aree verdi o anche distrutti e ricostruiti in formato ridotto. Quale la sorte del suo padiglione?
La flessibilità richiesta per il Padiglione è di duplice aspetto: una interna perché dovrà vedere effettuati eventi, mostre e manifestazioni diversissime ed articolate, con tempi di alternanza molto stretti. Ma soprattutto una flessibilità complessiva perché è specificatamente previsto che l’edificio – come lei ricorda – possa essere, dopo l’Expo, spostato e rimontato nella stessa dimensione o in forma ridotta in altro sito. Le autorità cinesi si sono riservate di decidere e credo che sia una scelta plausibile. Tutto sommato anche questa determinazione rappresenta una saggia volontà di conservare le espressioni migliori nei siti più utili.