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L'intervista

Valerio Gruppioni

presidente del Gruppo SIRA, vincitore dei China Awards 2009

presidente del Gruppo SIRA, vincitore dei China Awards 2009


Valerio Gruppioni, bolognese, 51 anni è dal 2005 Presidente del Gruppo Sira, all’interno del quale lavora da 30 anni. Sotto la sua gestione il gruppo ha sviluppato un intenso progetto di internazionalizzazione, che ha portato all’installazione di 6 unità produttive nel mondo. Il Gruppo si trova ora tra i leader mondiali del settore riscaldamento con un fatturato stimato intorno ai 100 milioni di euro.

D. Sira Group ha aggredito la crisi: dagli albori incerti a un epilogo di successo, qual è stato il driver che ha determinato la scelta di investire in Cina e la strategia che vi ha consentito di presidiare una importante fetta di mercato?

R. Della Cina ci attrae il mercato interno - nella cui crescita crediamo fortemente, conoscendo la forza dell’economia e della pervicacia locali -  e poniamo un particolare accento anche ai mercati limitrofi. Il nostro gruppo, con questi due investimenti cinesi, ha sviluppato in tempo utile un percorso di internazionalizzazione per interfacciarsi col periodo di crisi che ha investito il mondo intero. Questo ci ha consentito di trovarci ben posizionati nel momento del forte impatto della crisi sull’equilibrio economico mondiale.  Fondamentalmente, la risposta del Gruppo alla situazione di crisi attuale è stata quella di affrontare la montante difficoltà oggettiva, ‘cavalcando’ l’onda, ossia organizzando la propria strategia in maniera tale da rimanere ben saldi sul mercato e capaci così di aggredirlo e di conquistare nuove quote e spazi. Per fare ciò è stato necessario ridurre all’osso costi e sprechi di qualunque tipo e rilanciare la nostra azione con nuovi investimenti in ricerca e sviluppo di nuovi prodotti. Prodotti italiani in tutto, anche se realizzati in Cina. L’obiettivo è quello di trovarsi, a fine congiuntura negativa, in una posizione di privilegio e di vantaggio rispetto alla concorrenza.

D. Quanto pesa la Cina oggi sul fatturato del Gruppo? Quanto peserà nel futuro?

R. Pesa abbastanza e peserà moltissimo.

D. Cina e Russia sono le vostre tradizionali e consolidate fortezze. La Cina è oggi anche un trampolino per esplorare nuovi mercati?

R. La Cina è un ottimo trampolino di lancio per consolidare le nostre posizioni attuali cercando di erodere quote di mercato che verranno “liberate” dalla crisi. Risulta piuttosto evidente la scelta di identificare Russia e Cina come i mercati su cui SIRA GROUP giocherà la propria riscossa a margine della grande crisi dei consumi mondiale. Se la Russia  è un mercato già parzialmente “colonizzato”, con anni di presenza stabile  (attenzione particolare viene riservata anche alle cosiddette “regioni”, ossia le nazioni facenti parti della ex URSS che non siano l’attuale Russia), la vision commerciale del Gruppo ha puntato i propri riflettori sulla nascente e potenzialmente enorme capacità di assorbimento del prodotto da parte del mercato interno cinese.

D. In linea generale per un’azienda italiana, l'internazionalizzazione si ferma alla delocalizzazione o oggi la Cina - grazie alla prospettiva di un aumento dei consumi interni  - sta diventando un mercato di destinazione per l'export? Avete insomma aperto la strada per una vera e propria inversione di tendenza?

R. Attenzione, noi non ci siamo delocalizzati, ma solo internazionalizzati. Gli stabilimenti in Patria sono ancora operanti e si occupano della produzione del nostro prodotto di punta. Di fatto ci siamo fatti trovare pronti all’avvento dell’interesse nazionalistico ed economico dei cinesi a creare il proprio mercato interno per cessare la sudditanza verso quelle Nazioni che – un tempo forti – assorbivano le sue richieste.  Di più, ci stiamo anche apprestando ad iniziare le esportazioni nel Paese di Mezzo della nostra produzione “ammiraglia”, ossia il radiatore BIMETAL (corpo in acciaio senza saldature ricoperto di alluminio pressofuso), prodotto in Italia: una vera contro tendenza!

D. Quindi gli awards della Fondazione Italia Cina sono meritati: Sira Group non solo un'azienda d'eccellenza, ma anche un antesignano dei mercati asiatici?

R. Di certo un antesignano, se si guarda alla nostra storia: da un primo stabilimento di 9000 mq nella municipalità di Tianjin, a Jixian, siamo passati ad un ampliamento che lo ha portato ai 30.000 mq attuali, con una produttività di 3,5 milioni di unità. Stiamo poi per ultimare il secondo investimento  – per il gruppo un passo molto importante – sempre nella municipalità di Tianjin, a Jinghai, con un impianto produttivo di  48.000 mq, che verrà ufficialmente presentato il prossimo anno, quando la sua fase di sviluppo sarà operativa a metà. Questo progetto industriale “sfornerà” a regime circa 10 milioni di unità ogni anno con una somma totale di investimento pari a 215 milioni di yuan. Sta di fatto che il China award premia il lavoro e l’intraprendenza di una equipe di uomini che hanno creduto ed operato duramente per questo progetto.

di Alessandra Spalletta
Alessandra.spalletta@agi.it

 

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