
di Alberto Forchielli *
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 21 mag - Il prestigioso
Institute of grocery distribution di Londra ha recentemente
diffuso una ricerca, ampiamente ripresa dai media
internazionali, che certifica un altro record della Cina.
Nel Paese, nel 2011 la spesa alimentare ha conquistato la
supremazia mondiale, raggiungendo i 972 miliardi di dollari,
a fronte dei 916 degli Stati Uniti. Per "grocery" si intende
la spesa alimentare in senso lato (food e non food)
acquistata in punti vendita prevalentemente alimentari.
Questi ultimi includono i supermercati, i negozi e i mercati
tradizionali. Il sorpasso puo' destare o meno sorpresa. La
Cina ha una popolazione piu' che quadrupla rispetto agli
Stati Uniti e appartiene dunque all'ordine naturale la sua
maggiore spesa. Tuttavia la base del paese e' ancora
largamente agricola, autosufficiente e non monetizzata,
mentre il sistema distributivo e' decisamente meno sviluppato
rispetto ai paesi industrializzati. La posizione conquistata
nel 2011 e' frutto di tre elementi che interagiscono tra
loro: la crescita economica, il numero della popolazione
cittadina, la crescente inflazione alimentare. Piu' della
meta' della popolazione cinese vive nelle citta', a seguito di
un trasferimento epocale dalle campagne che ha assecondato
l'industrializzazione del paese. Nonostante le forti radici
culturali, anche le abitudini alimentari sono cambiate per
centinaia di milioni di persone. Hanno fatto la comparsa i
prodotti inscatolati e poi surgelati, in un paese che ha
sempre guardato con attenzione alla freschezza del cibo.
Contemporaneamente, sono nate catene distributive che hanno
assecondato le nuove necessita'. Oggi il panorama delle
grandi citta' e' dominato da supermercati, mall e convenience
store, negli stessi luoghi dove fino a pochi anni fa erano
dominio dei mercati rionali di prodotti freschi. Sebbene
largamente superata per dimensioni dai giganti cinesi, anche
la grande distribuzione straniera ha messo radici. Dopo la
rimozione dei principali ostacoli normativi nel 2004, a
seguito degli impegni presi dalla Cina al momento del suo
ingresso nel Wto, Wal-Mart, Carrefour, Metro, Auchan hanno
creato una rete strutturata di centinaia di punti vendita. I
loro clienti non sono piu' soltanto gli stranieri, ma anche i
cinesi che hanno viaggiato e vissuto all'estero e quindi piu'
inclini a costumi alimentari differenti. Il mercato e'
altamente sofisticato e competitivo. Pur nei momenti di
maggiore poverta', la qualita' del cibo e gli aspetti
nutritivi hanno goduto della massima considerazione nella
vita quotidiana. Questo aspetto non e' stato intaccato
dall'urbanizzazione e ad esso si e' aggiunto l'investimento
di aziende tese a innovare la distribuzione nel rispetto
della qualita'. I prodotti italiani hanno intercettato
positivamente queste novita'. La Cina rappresenta per
l'Italia la diciottesima destinazione di prodotti
agro-alimentari, mentre nel 2006 occupava la trentunesima e
dieci anni fa la sessantaduesima. I prodotti per i quali
l'Italia primeggia in Cina sono il cioccolato, la pasta, le
conserve di pomodoro, l'olio d'oliva, le acque minerali e il
vino frizzante. Pur in un contesto difficile, il Made in
Italy alimentare si fa apprezzare e indica la strada per i
produttori nazionali. Nel mercato cinese d'importazione il
suo valore e' secondo soltanto a quello francese. Se avesse
potuto contare sul sostegno decisivo della grande
distribuzione come quella d'Oltralpe, probabilmente il
vertice della classifica non le sarebbe sfuggito.
* Presidente Osservatorio Asia
### WEB FORUM FAR EAST - "C'e' una bolla speculativa in
Cina?". Gli esperti del Web Forum Far East organizzato
dall'Agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor in collaborazione con
Osservatorio Asia risponderanno a questa domanda e alle
altre che i lettori invieranno on line, sul sito:
www.ilsole24ore.com/webforumfareast. Le domande potranno
essere inviate collegandosi al sito del Web Forum dalle 9 di
lunedi' 21 maggio alle 18 di domenica 27 maggio. Le risposte
saranno date sullo stesso sito in diretta video lunedi' 28
maggio, dalle 15 alle 17. Interverranno Alberto Forchielli,
presidente di Osservatorio Asia e Ceo di Mandarin Capital
Partner, e Fabio Tamburini, direttore dell'agenzia di stampa
Il Sole 24 Ore Radiocor e di Radio24.
(RADIOCOR) 21-05-12 15:30:57 (0211)ASIA,news 5 NNNN