Le risposte alle vostre domande forniscono delle indicazioni di carattere generale. Per ulteriori approfondimenti potete contattare lo studio legale Chiomenti.
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D.: La mia ditta si occupa di noleggio costumi per il teatro e cinema. Cerchiamo in Cina compratori per vendere l'intero stock di costumi (circa 15.000 pezzi) o investitori per rilevare l'attivita'
R.: Credo che potrebbe consigliarsi con la Camera di Commercio Italiana in Cina (info@cameraitacina.com), oppure potrebbe dare un'occhiata al sito taobao.com (che fonisce servizi di vendita online, mediante societa' registrate in Cina).
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D.: Vorrei avere delle informazioni per poter girare un filmato in Cina (permessi, troupe, etc).
R.: Come ben potra' immaginare, sara' necessario contattare degli specialisti in loco (CCTV o similari), per svolgere tale attivita' in regola con la normativa locale.
La invito a ricontattarci qualora desiderasse ulteriori informazioni con riguardo agli aspetti giuridici dei vari permessi necessari.
Con i miei migliori saluti. -
D.: Produciamo vini stiamo cercando un partner cinese per la commercializzazione
R.: Potra' rivolgersi alle strutture a Pechino della Camera di Commercio Italiana in Cina, dell'ICE, oppure ai distributori piu' noti che operano gia' in loco (Torres, Montrose, EMW).
Le ricordo a tale proposito:
- che e' necessaria speciale etichettatura per l'importazione e la vendita in territorio cinese, e
- che consigliamo la registrazione del marchio e delle etichette prima di commercializzare il proprio prodotto in territorio cinese. -
D.: Vorrei collaborare sia come dipendente o come socio di una societa' cinese che produce energia elettrica da fonti rinnovabili
R.: Potra' collocare il Suo CV nell'apposita area del sito della Camera di Commercio italiana in Cina, oppure contattare i recruiters internazionali che sono gia' in Cina.
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D.: A chi posso rivolgermi per lavorare con la mia agenzia di viaggio nell’incoming dalla Cina.
R.: Potra' contatare sia le strutture in loco dell'ICE che la Camera di Commercio italiana in Cina (info@cameraitacina.com) per ricevere alcuni contatti di agenzie cinesi che organizzano viaggi in Italia. Le ricordo all'uopo che solo le agenzie cinesi autorizzate possono richiedere visti per i gruppi turistici verso l'Italia.
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D.: Dovrei effettuare degli acquisti e importare dalla Cina. E’ vero che esiste un elenco di società cinesi che rientrano in una sorta di black list?
R.: La ringraziamo per il suo quesito che ci consente di precisare che la Cina - a differenza dei territori autonomi di Hong Kong e Macao - non rientra tra gli stati a fiscalità privilegiata (cd. black list) identificati dal Decreto Ministeriale del 21 novembre 2001 (come modificato dal Decreto Ministeriale del 4 agosto 2010). Di conseguenza, da un punto di vista fiscale, le operazioni commerciali con soggetti cinesi (con l’esclusione di Hong Kong e Macao) non saranno assoggettate alla disciplina dettata per le operazioni commerciali con soggetti aventi sede, domicilio o residenza in paesi a fiscalità privilegiata che prevede, in estrema sintesi, l’indeducibilità dei relativi costi e alcuni obblighi dichiarativi. Al contrario, la Cina (con l’esclusione di Hong Kong e Macao) è da considerarsi tra i paesi inclusi nella cd. white list ai quali, in ragione dei rapporti di collaborazione con le autorità fiscali italiane, si applica il regime fiscale ordinario per quanto riguarda la tassazione dei dividendi di fonte estera (aliquota del 20%).
Va segnalato, inoltre, che esistono degli elenchi di società cinesi (spesso colloquialmente chiamate black-list) che sono state segnalate alle autorità diplomatiche straniere presenti in Cina per essersi rese artefici di truffe ai danni di imprese straniere. Nonostante i soggetti cinesi dediti all’organizzazione di truffe creino in continuazione nuove società per perpretare le proprie attività criminose, la consultazione di tali liste può senz’altro aiutare a prevenire possibili frodi.
I nostri professionisti delle sedi di Pechino, Shanghai e Hong Kong, sono a Vostra completa disposizione per ulteriori chiarimenti. -
D.: Sto cercando un importatore, un distributore oppure un'agenzia di rappresentanza che mi supporti nell'esportazione in Cina dei miei prodotti (rubinetteria) 100% Made in Italy, ma m'imbatto continuamente in concorrenti (online)
R.: grazie mille per il Suo quesito. Le suggeriamo di contattare la Camera di Commercio Italiana in Cina (http://www.cameraitacina.com/index.php?nav0=90&nav1=134) o le sedi cinesi dell'ICE (Istituto Nazionale per il Commercio Estero) che potranno aiutarLa a entrare in contatto con agenti, distributori e rivenditori seri e affidabili che operano sul mercato cinese.
Ricordiamo ancora una volta in questa rubrica che, prima di compiere qualsiasi attività commerciale in Cina, è caldamente consigliabile: (i) raccogliere il maggior numero possibile di informazioni sull'affidabilità dei potenziali partner (anche rivolgendosi ad apposite agenzie che predispongono dei business report sulle aziende cinesi e diffidando sempre dei contatti che originano sul web); e (ii) mettere in sicurezza i propri diritti di proprietà intellettuale, procedendo a depositare i propri marchi anche in Cina (dove il fenomeno della contraffazione è molto sviluppato e ha sempre rappresentato uno dei maggiori problemi per gli operatori stranieri).
I nostri professionisti delle sedi di Pechino, Shanghai e Hong Kong sono a Sua completa disposizione per ulteriori chiarimenti e per assisterVi nello sviluppo delle Vostre relazioni commerciali con la Cina -
D.: Vendo prodotti per il tempo libero online. Sono alla ricerca di fornitori in Cina. Come è possibile evitare le truffe? Molti fornitori, infatti, non usano sistemi di pagamento sicuro. Alcuni di loro mi hanno mandato il numero di registrazione d
R.: Grazie mille per il Suo interessante quesito che ci consente di ricordare, a beneficio di tutti gli utenti del sito, alcune precauzioni che è opportuno adottare quando ci si propone di avviare rapporti commerciali con la Cina, al fine di non rimanere vittime delle frequentissime truffe realizzate da soggetti cinesi ai danni di imprenditori stranieri.
Unavolta stabiliti i primi contatti informali col potenziale partner cinese - e prima di compiere qualsiasi attività commerciale e sostenere qualsiasi costo - è opportuno raccogliere il maggior numero di informazioni possibili in merito all'identità e alle attività svolte dal soggetto cinese, diffidando sempre delle informazioni presenti sui siti internet "ufficiali" dei potenziali partner.
Tale attività di indagine potrà essere svolta avvalendosi del supporto di apposite agenzie cinesi, che - a costi relativamente contenuti - rilasciano dei business report in merito all'esistenza e alle attività di società cinese. Al tempo stesso, segnaliamo l'esistenza di una rete di soggetti italiani (dall'ICE alla Camera di Commercio Italiana in Cina, ad alcune associazioni di categoria italiane presenti in territorio cinese) che possono indirizzare gli imprenditori italiani verso soggetti locali (sia pubblici che privati, anche con personale che parla italiano) e strumenti in grado di confermare l'esistenza e l'operatività di una società cinese.
Al tempo stesso, sia l'ICE che la Camera di Commercio Italiana in Cina potranno fornirLe i recapiti di alcuni agenti affidabili, anche italiani, che si occupano proprio di selezionale potenziali partner commerciali cinesi per conto di aziende italiane e di verificare la serietà di tali aziende e la conformità dei loro prodotti agli standard comunitari.
I nostri professionisti delle sedi di Pechino, Shanghai e Hong Kong sono a Sua completa disposizione per ulteriori chiarimenti e per assisterVi nello sviluppo delle Vostre relazioni commerciali con la Cina.
Studio Chiomenti -
D.: Ho acquistato sigarette elettroniche in Cina. E' vero che il prodotto deve presentare il nome dell'importatore? In questo caso dovrei usare il mio nome oppure ho bisogno di una autorizzazione specifica?
R.: Grazie mille del quesito che attiene ad aspetti di diritto italiano che normalmente esulano dal contenuto di questa rubrica.
Il mercato delle sigarette elettroniche è in forte crescita in Italia e la Cina rappresenta il principale produttore al mondo di questo prodotto. Al momento non esiste in Italia una normativa specifica per questo tipo di prodotti (Le segnaliamo, tuttavia, che è in preparazione una direttiva europea che dovrebbe consentire la vendita dei vaporizzatori di nicotina con capacità superiore a una determinata soglia esclusivamente alle farmacie) e quindi dovrebbero trovare applicazione le norme generali sulla sicurezza e la qualità dei prodotti contenute nella parte IV del cd. Codice del Consumo (decreto legislativo 6 settembre 2005 n. 206). Tali norme, in relazione alle Sue domande, prevedono:
(A) l'obbligo per il produttore (intendendosi per tale il fabbricante del prodotto stabilito nella Comunità Europea e qualsiasi altra persona che si presenti come fabbricante apponendo sul prodotto il proprio nome, il proprio marchio o un altro segno distintivo, o colui che rimette a nuovo il prodotto; il rappresentante del fabbricante se quest'ultimo non è stabilito nella Comunità Europea o, qualora non vi sia un rappresentante stabilito nella Comunità Europea, l'importatore del prodotto) di indicare sul prodotto alcune informazioni tra cui l'identità e gli estremi del produttore (come, per esempio, l'indirizzo e il numero di telefono), il riferimento al tipo di prodotto o, eventualmente, alla partita di prodotti di cui fa parte (salva l'omissione di tale indicazione nei casi in cui sia giustificata);
(B) che tutte le informazioni destinate ai consumatori e agli utenti devono essere rese almeno in lingua italiana (è consentito comunque l'uso di espressioni non in lingua italiana divenute di uso comune).
Per quanto riguarda la Sua domanda in merito all'identità dell'importatore, Le segnaliamo che per tale si intende chi per primo immette in commercio il prodotto all'interno dell'Unione Europea e che, per quanto riguarda le sigarette elettroniche, non sono richieste speciali autorizzazioni per l'importazione.
Infine, Le ricordiamo che sui prodotti, imballaggi ed etichette dovranno essere apposte e riportate anche i marchi e le altre informazioni obbligatoriamente previste dalla normativa comunitaria e nazionale (come, ad esempio, il marchio CE).
Studio Chiomenti -
D.: Ho aperto una Srl e vorrei importare sigarette elettroniche dalla Cina per rivenderle (acquisto solo la sigaretta, ma non i liquidi).
R.: Grazie mille del quesito che, nonostante la Cina rappresenti il principale paese produttore di sigarette elettroniche, attiene prettamente ad aspetti di diritto italiano che normalmente esulano dal contenuto di questa rubrica.
A ogni modo, al momento non esiste in Italia una normativa specifica per l'importazione delle sigarette elettroniche da paesi extra comunitari (Le segnaliamo, tuttavia, che è in preparazione una direttiva europea che dovrebbe consentire la vendita dei vaporizzatori di nicotina con capacità superiore a una determinata soglia esclusivamente alle farmacie e che dovrebbe incidere pesantemente sulle attuali condizioni di commercializzazione di questi prodotti) che richieda il possesso di autorizzazioni speciali per l'importazione di questi prodotti.
Tuttavia, l'importatore che immette per primo in commercio all'interno del mercato comunitario sigarette elettroniche prodotte da un fabbricante non stabilito all'interno dell'Unione Europea e privo di un rappresentante autorizzato sarà responsabile della conformità del prodotto importato a una serie di direttive comunitarie che si applicano alle sigarette elettroniche tra cui la Direttiva 2004/108/CE sulla compatibilità elettromagnetica (EMC), la Direttiva 2006/05/CE sui prodotti a bassa tensione e la recente Direttiva 2011/65/UE (ROHS) che impongono l'apposizione del marchio CE sul prodotto e richiedono all'importatore di dotarsi, tra l'altro, della documentazione attestante la citata conformità dei prodotti importati (il cd. fascicolo tecnico). Inoltre, l'importatore dovrà indicare il proprio nominativo e i propri recapiti sui prodotti e sarà responsabile della regolarità e completezza delle etichette e delle istruzioni ai requisiti previsti, tra l'altro, dal Codice del Consumo (decreto legislativo 6 settembre 2005 n. 206).
Alcuni fabbricanti cinesi di sigarette elettroniche forniscono agli importatori la relativa documentazione per completare con successo le attività di sdoganamento. Qualora, invece, la merce spedita non dovesse recare il marchio CE o non dovesse essere accompagnata dal fascicolo tecnico, spetterà a Lei l'onere di provvedere a quanto necessario per rendere la merce conforme ai requisiti europei e completare così le operazioni di sdoganamento. Sul punto, Le segnaliamo che esistono delle agenzie apposite che svolgono questo genere di servizi.
Facendole i nostri migliori auguri per la Sua nuova iniziativa imprenditoriale, restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti.
Studio Chiomenti




















